Michele De Lucchi

Editoriale. Domus 1027

Sul numero di settembre 2018, Michele De Lucchi parla di ibridazione e della viralità delle idee, che considera un grande potenziale in mano all’uomo e indispensabili per il progresso.

La contaminazione è fertile, trasforma tutto quanto è inanimato e statico in reattivo e vitale. Succede nel mondo naturale degli organismi biologici e in quello artificiale creato dall’uomo con la sua sfrenata attività e le sue irrefrenabili idee. Nella Rete è diventato comune il termine ‘virale’, che definisce tutto quello che ha un potere di diffusione e si propaga in velocità, interessando in breve tempo ampie porzioni di popolazione. Così è nel quotidiano per certe notizie e così è in architettura per certe idee che prolificano e diventano propulsione d’innovazione, proprio per la forza d’interessare e di essere combinabili e applicabili negli ambiti più diversi.

Le buone idee virali sono il grande potenziale in mano all’uomo, indispensabili per progredire urgentemente e per organizzare bene quanto a questo punto può essere salvato solo da lui. Tutto questo per dire che influenzare ed essere influenzati non è una debolezza ma, guidata bene, una grande forza propulsiva della complicata società umana.

Tra non molto sapremo se l’uomo è stato un batterio maligno, che ha distrutto tutto, o benigno, che ha trasmesso forza e resistenza. L’evoluzione del mondo artificiale ha sorprendenti analogie con fenomeni biologici, e la nascita, crescita e morte delle teorie scientifiche e delle manifestazioni culturali sono paragonabili a quelle delle cellule. Siamo un piccolo organismo che appartiene a un organismo più grande. Le nostre immaginazioni, i nostri progetti e le nostre idee si comportano come un organismo in espansione e tutto è sottoposto a un processo di sviluppo fatto di continue fertilizzazioni incrociate, proprio come in ogni insieme di cellule viventi.

 
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